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Quanto dura il tempo?

Un anno non dura sempre trecentosessantacinque giorni; certi anni durano vite intere; certi anni trasformano vite intere. Paul ha trascorso molti anni e molte vite lontano da casa. A lungo non è riuscito a mettersi in contatto con i suoi cari e i suoi cari, a lungo, hanno temuto il peggio. Si dice che ad osservare le lancette dei secondi, esse facciano il loro lavoro più lentamente: rallentare per esasperare il senso di ogni ticchettio. Cosa può aver provato una madre per mesi e mesi in quel lungo silenzio di istanti infiniti, noi non possiamo nemmeno immaginarlo. Ciò che abbiamo visto però è stato il momento in cui il tempo ha ripreso a scorrere normalmente, quando ogni secondo è iniziato nuovamente a durare un secondo.

È successo in aeroporto, quando Paul ha ritrovato gli occhi del fratello Felix; è successo nella strada polverosa del villaggio, quando madre e figlio si sono riabbracciati; è successo quando tra la folla è apparso un ragazzo, il figlio di Paul. Mai come in questo caso il tempo pare davvero sia scorso secondo regole tutte sue.

Paul in realtà non ha riconosciuto suo fratello in aeroporto; glielo abbiamo dovuto spiegare noi chi fosse. Aveva lasciato un fratellino tanti anni fa, ha ritrovato un uomo adulto che si prenderà cura di lui. Il tempo del viaggio, della Libia, del mare, dell’Italia, della strada, è stato implacabile.

Madre e figlio invece si sarebbero riconosciuti anche solo dal profumo della loro pelle; lei anziana sembrava una ragazza; lui adulto, sembrava un bambino. Il tempo dell’attesa è stato custode del loro passato.

In ultimo, il figlio di Paul, quel ragazzo senza un nome, che non pronuncia una parola. Lui, di suo padre Paul, non aveva alcun ricordo, nessuna storia da raccontare, nessuna voce da ricercare. Il tempo è stato un mistero da svelare.