ALLUVIONE A SENIGALLIA

Nella serata di giovedì 15 settembre e durante la notte di venerdì 16 settembre si è verificata una alluvione con diverse frane e smottamenti che hanno interessato un territorio molto vasto compreso tra le diocesi di Fabriano, Fano, Senigallia e Gubbio. Questo evento ha causato la morte di 11 persone e ad oggi si cercano ancora 2 dispersi. I danni sono ingenti a strutture e infrastrutture, moltissime sono le famiglie isolate o con le case alluvionate e molti gli esercizi commerciali e le aziende che hanno subìto danni e non hanno ancora ripreso il lavoro. Continua a leggere

EMERGENZA ABITATIVA

Caritas italiana, nel documento di analisi del PNRR sul tema “CASA e ABITARE” ci ricorda che la carenza di un’offerta abitativa a canone proporzionato ai redditi da lavoro è uno dei fattori che contribuisce all’aumento della disuguaglianza nel nostro Paese. Adeguatezza degli immobili, canoni, tariffe e accessibilità sono elementi che influiscono pesantemente sulla qualità di vita di ciascuno.

Giorgio La Pira ricordava ai sindaci nel 1955: “in una città ci deve essere posto per tutti: un posto per pregare (la chiesa), un posto per amare (la casa), un posto per lavorare (l’officina) un posto per pensare (la scuola), un posto per guarire (l’ospedale)”. La crucialità del “posto per amare” si scontra con la dura realtà che sono costrette a vivere molte famiglie anche sul nostro territorio.

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CARITAS JESI AL CONVEGNO NAZIONALE

Pochi giorni fa si è concluso il 42° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, dal titolo “Camminare insieme sulla via degli ultimi”. «E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino» (Mt 10,7). Si è svolto a Rho (MI) presso il Centro Congressi “Stella Polare”, Strada Statale Sempione 28, da lunedì 20 a giovedì 23 giugno 2022. Presenti 539 delegati (direttori, operatori professionali, volontari) provenienti da 161 diocesi di tutta Italia.

Lo scorso anno, in occasione dell’Udienza per il 50° di Caritas Italiana, papa Francesco ci ha consegnato tre vie, tre priorità attorno alle quali rileggere e orientare il nostro agire: la via degli ultimi, del Vangelo e della creatività. È stato poi avviato un percorso di rilettura dell’impegno Caritas per definire insieme gli elementi e gli indicatori che caratterizzano attività, servizi e opere capaci di incarnare le tre vie e condividere esperienze concrete in atto e in potenza.

Si tratta di un confronto sul lavoro e sulla presenza Caritas nei contesti ecclesiali in un quadro aperto, che deve ora tener conto anche della guerra in Ucraina, con un obiettivo preciso: attenzione agli ultimi, tenendo presente la via del Vangelo e tenendo aperta la via della creatività, puntando in particolare sui giovani. Quanto è emerso dal convegno sarà poi messo a disposizione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, per favorire in modo responsabile e propositivo una reale esperienza ecclesiale.

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LA GUERRA NON E’ MAI ALTROVE

“Testimonianze di guerra ed esperienze di accoglienza – Dai conflitti moderni a percorsi di pace possibili”. Modera Ettore Fusaro (Caritas Italiana)

Un’occasione per riflettere sui numerosi conflitti attivi nel mondo; per ascoltare le voci di chi si è visto portare via la propria quotidianità; per ribadire che l’impegno di tutti è l’unico strumento che abbiamo per costruire vere esperienze di Pace.

Ci accompagneranno con letture e poesie le amiche del gruppo Arci Voce aps.

Teatro IL PICCOLO Jesi Via San Giuseppe 27 – ore 21.00
Vi aspettiamo numerosi!
— INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti —

YANISIA: UN’ALTRA GIOIA PER IL PROGETTO SAFE

La maggior parte delle persone di Jesi conoscono i Spiazzi, ma forse non tutti sanno che da circa un mese a questa parte la storica e rinomata Osteria ha cambiato nome e gestione: due amici, Marco e Matteo, dopo varie esperienze in giro per il mondo, si sono lanciati nell’avventura dell’Osteria Forno Ercole che unisce la cucina tradizionale con sperimentazioni mediterranee. Uno di quei posticini tutti da scoprire e da assaporare. In questi giorni siamo andati a dare un’occhiata, spinti dal fatto che volevamo salutare la nostra amica Yanisia, una solare ragazza cubana che grazie al progetto SAFE è entrata a far parte di questa nuova entusiasmante avventura, dove il fare impresa fa rima con la solidarietà!

Ma andiamo con ordine: può capitare a tutti nella vita di attraversare un momento di smarrimento. A volte è sufficiente la perdita del lavoro o alcune dinamiche familiari difficili e il nostro equilibrio crolla, togliendoci punti di riferimento e certezze. Così è successo a Yanisia, 48 anni, che da Cuba ha deciso di costruire la propria vita in Italia, ma ad un certo punto aveva la necessità di qualcuno che le desse fiducia e le offrisse l’opportunità di un lavoro per ritrovare se stessa. Ed ecco l’incontro con SAFE – rete per l’inclusione e la salute – un progetto che coinvolge 24 partner tra varie realtà Caritas in Italia, tra cui Jesi e Senigallia. Un percorso di 18 mesi per attuare strategie e realizzare progetti che sensibilizzino sul tema della povertà sanitaria e dell’inclusione lavorativa. Proprio il lavoro di rete tra le due Caritas marchigiane ha portato a conoscere la nostra cara Yanisia che oggi, con grande lena ed entusiasmo sta portando avanti un tirocinio di alcuni mesi finanziato dal progetto. “A me piace tanto lavorare” dice col suo bel sorriso latino, “e devo ringraziare Margherita che mi ha dato fiducia. Non credevo che alla Caritas avrei potuto conoscere anche un’amica”. Ma un bel grazie va detto anche a Marco e Matteo che sognano di portare avanti il loro sogno, ma con uno sguardo rivolto anche a chi – con grande dignità – ha solo bisogno di una piccola spinta… per tornare a volare.

CONTINUA L’IMPEGNO DI CARITAS SUL FRONTE UCRAINA

“Convertire lo sdegno di oggi nell’impegno di domani” ha detto domenica scorsa all’Angelus papa Francesco esortando a non abituarsi alla guerra e a comprendere che è giunto il momento di abolirla, “di cancellarla dalla storia dell’uomo prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia”. Caritas Italiana continua a sostenere la popolazione ucraina mettendo altri 500mila euro a disposizione di Caritas Ucraina e Caritas Spes. Quest’ultime dall’inizio del conflitto hanno dato aiuto a 360 mila profughi, distribuendo quasi 1.000 tonnellate di generi di prima necessità e offrendo accoglienza, pasti caldi, kit di igiene, ascolto e assistenza psicologica. In costante collegamento con la rete internazionale, Caritas Italiana resta accanto a tutta popolazione coinvolta, sostenendo anche le Caritas dei Paesi confinanti per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra, garantendo le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti e contribuendo all’accoglienza di quanti arrivano in Italia. Ogni giorno lavoriamo per adattare le azioni ai bisogni, con grande flessibilità per rispondere al meglio alle reali esigenze delle persone. Continuando a pregare, ad esprimere vicinanza e solidarietà e a lavorare costantemente per la pace nel quotidiano. Come auspicato anche dai Vescovi italiani, che in occasione dell’ultimo Consiglio Permanente hanno esortato le comunità a vivere in tutte le Diocesi un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme. Intanto le realtà diocesane in Italia si sono mobilitate per l’accoglienza diffusa nelle comunità locali. Sono già 5.500 le persone accolte in 180 Diocesi, di cui oltre 2.500 minori, in sinergia tra le realtà civili ed ecclesiali.

INTERVISTA A GABRIELE

operatore dellemergenza ucraina

Come stai vivendo l’accoglienza dei profughi ucraini?

Sono molto diviso tra emotività e operatività: essere molto operativo mi permette di stare concentrato sul “fare” e di agire in modo efficace, cercando soluzioni ai problemi, accogliendo chi arriva, favorendo una vera presa in carico comunitaria; dall’altra parte sento un forte coinvolgimento, perché siamo tutti coinvolti in questa storia. Mi rendo conto di quanto queste persone stiano soffrendo e mi mette tristezza soprattutto vedere i bambini: infatti le mie attenzioni le rivolgo soprattutto a loro. Però so che non è l’unica guerra al mondo e aiuterei chiunque fosse nella stessa situazione, ucraino, russo o africano.

Cosa traspare dagli occhi di queste persone?

I bambini sono spaesati, ma per fortuna si distraggono facilmente con il gioco. Grazie alle nostre Parrocchie e associazioni sportive so che troveranno un modo per sorridere. Gli adolescenti invece hanno uno sguardo diverso: sono più consapevoli, hanno interrotto la scuola, hanno lasciato il papà. Mi sembra che abbiano la speranza di tornare a casa. Gli adulti invece hanno gli occhi di chi si è arreso all’idea della guerra, inermi. Come sappiamo sono quasi tutte donne, che hanno visto sgretolarsi tutti i loro sogni. Le vedo spaesate: sono qui, ma il loro cuore è al fronte con i loro mariti e i loro padri. E’ difficile capire quello che c’è nei loro occhi, ma sicuramente c’è tanta desolazione. Noi cerchiamo solo di essere delicati, di fare poche domande. Capire senza chiedere. Essere vicini senza invadere. Perché possiamo solo immaginare il dolore che si prova. L’occhio resta fisso nel vuoto, altrove. Aspettano, ma hanno tanta paura.

Emergenza Ucraina: al via il coordinamento

È stata costituita una Rete Istituzionale per il sostegno – diretto e indiretto – ai cittadini ucraini che sono già arrivati o verranno a Jesi. Essa è composta da Comune di Jesi, Asp Ambito 9, Asur, Caritas, Crice Rossa, Adra, Uisp, Coordinamento di Associazioni di Volontariato e Comunità Ucraina della Marche.

A tal fine i cittadini potranno dare la propria disponibilità per  quanto segue:

𝗕𝗘𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗡𝗘𝗖𝗘𝗦𝗦𝗜𝗧𝗔’ – Chi volesse donare prodotti alimentari e generi di prima necessità o vestiario in buone condizioni, può recarsi alla Caritas di Viale Papa Giovanni XXIIII (info 328 7125996) o presso l’Adra in Viale della Vittoria 75 (info 347 1154192).

𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔 – Chi volesse mettere a disposizione immediata un alloggio per famiglie ucraine per un periodo limitato, può contattare la Caritas (328 7125996). Allo stesso numero si possono rivolgere quanti si vogliono rendere disponibili come volontariato nell’accoglienza o altri servizi.

𝗔𝗟𝗟𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗜𝗡 𝗔𝗙𝗙𝗜𝗧𝗧𝗢 – Chi si rende disponibile a mettere a disposizione di famiglie ucraine un alloggio per un periodo di più mesi, a canone concordato, può inviare una mail a accoglienzaucraini@comune.jesi.an.it

𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗠𝗜𝗡𝗢𝗥𝗜 – Le famiglie che si rendono disponibili ad accogliere minori che giungono a Jesi senza adulti di riferimento, possono contattare l’Asp Ambito 9 al numero 0731 236914 (orario ufficio). Previo colloquio e verifica dei requisiti di idoneità, è previsto per le famiglie affidatarie un sostegno sia economico sia psicologico per la il periodo di accoglienza.

Le procedure sanitarie (tamponi, vaccinazioni, assistenza sanitaria) saranno garantite da Asur, le attività sportive per minori dalla Uisp, mentre il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato fornirà la mappatura dei servizi e delle attività organizzate dalle associazioni territoriali.

Si raccomanda di avvalersi dei numeri telefonici o delle mail indicate.

Si ricorda che nessun soggetto della Rete istituzionale andrà mai a casa o telefonerà per domanddare denaro o altro.
Qualora dovessero giungere richieste in tal senso, si invita a contattare prontamente le forze dell’ordine.

Accogliamo chi scappa dalla guerra

A Jesi sono arrivate le prime famiglie ucraine in fuga, almeno un’altra decina sono in arrivo ed è confortante poter constatare la risposta della nostra città: di fronte al dramma che si sta consumando alle porte dell’Europa, il nostro popolo risponde Sì all’accoglienza. Sta accadendo in tutta Italia e così anche da noi. Una risposta che stride contro l’eco delle bombe e speriamo che nel tempo possa fare più rumore e riesca a dar vita a un’ondata di pace. Potrà sembrare impossibile o un’utopia, ma è proprio dai gesti concreti che nascono i cambiamenti importanti. C’è bisogno di “costruire ponti” ci suggerisce spesso il Papa. Allora diciamocelo chiaro e tondo: facciamo la pace, a modo nostro, condividendo, accogliendo e consolando. Da quando abbiamo aperto il numero di Emergenza per l’Ucraina (328/7125996), moltissima gente ha chiamato per dare la propria adesione. In cinque giorni ben 27 famiglie hanno offerto la disponibilità ad accogliere, 20 volontari hanno risposto all’appello e sono arrivate le prime donazioni (peraltro deducibili dalla dichiarazione dei redditi) che saranno utilizzate proprio per sostenere le accoglienze.

All’indomani dello scenario bellico la Caritas, in coordinamento con le istituzioni locali ha iniziato a raccogliere le richieste di accoglienza, che spesso arrivano attraverso signore ucraine già presenti sul nostro territorio. Dopo una prima fase di accoglienza cerchiamo di seguirle per la richiesta di asilo politico, orientando tra Questura, Prefettura e Commissariato ai fini del riconoscimento; in seguito cerchiamo di indirizzare anche dal punto di vista sanitario (a livello generale e per le procedure di prevenzione e tutela dal Covid-19; infine sosteniamo anche le famiglie che decidono di accogliere, fornendo alimenti e indumenti. Il tavolo di coordinamento a cui partecipa Caritas comprende il Comune di Jesi, Asp9, la Croce Rossa, Asp9, Asur-dipartimento prevenzione e la Comunità Ucraina delle Marche.