INCONTRO E CENA CON I VOLONATRI

Lunedì scorso presso l’ex seminario di via Lorenzo Lotto la Caritas diocesana ha organizzato una bella serata da trascorrere insieme ai molti volontari e operatori impegnati nei vari servizi. Un momento di riflessione, reciproca conoscenza, ma anche l’occasione per stare insieme in compagnia e condividere anche momenti “leggeri”. Nella prima parte, alla presenza del Vescovo don Gerardo e dopo aver dato spazio a un momento di preghiera, diversi volontari si sono presentati raccontando ciò che fanno e soprattutto con quale spirito hanno deciso di aiutare chi ha più bisogno… Continua a leggere

INAUGURAZIONE ARMADIO FARMACEUTICO

Sabato 15 ottobre si è svolto l’incontro Ambulatorio solidale e armadio farmaceutico nell’ambito inclusione sanitaria. È una tappa fondamentale di un percorso che la Caritas di Jesi ha iniziato nel 2020 con l’intento di dare sostegno ai più bisognosi, emarginati, sprovvisti di assistenza sanitaria. Erano presenti all’incontro sia rappresentanti istituzionali, operatori che volontari della Fondazione Caritas Jesina «Padre Oscar» onlus… Continua a leggere

ALLUVIONE A SENIGALLIA

Nella serata di giovedì 15 settembre e durante la notte di venerdì 16 settembre si è verificata una alluvione con diverse frane e smottamenti che hanno interessato un territorio molto vasto compreso tra le diocesi di Fabriano, Fano, Senigallia e Gubbio. Questo evento ha causato la morte di 11 persone e ad oggi si cercano ancora 2 dispersi. I danni sono ingenti a strutture e infrastrutture, moltissime sono le famiglie isolate o con le case alluvionate e molti gli esercizi commerciali e le aziende che hanno subìto danni e non hanno ancora ripreso il lavoro. Continua a leggere

EMERGENZA ABITATIVA

Emergenza abitativa

Caritas italiana, nel documento di analisi del PNRR sul tema “CASA e ABITARE” ci ricorda che la carenza di un’offerta abitativa a canone proporzionato ai redditi da lavoro è uno dei fattori che contribuisce all’aumento della disuguaglianza nel nostro Paese. Adeguatezza degli immobili, canoni, tariffe e accessibilità sono elementi che influiscono pesantemente sulla qualità di vita di ciascuno.

Giorgio La Pira ricordava ai sindaci nel 1955: “in una città ci deve essere posto per tutti: un posto per pregare (la chiesa), un posto per amare (la casa), un posto per lavorare (l’officina) un posto per pensare (la scuola), un posto per guarire (l’ospedale)”. La crucialità del “posto per amare” si scontra con la dura realtà che sono costrette a vivere molte famiglie anche sul nostro territorio.

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CARITAS JESI AL CONVEGNO NAZIONALE

Pochi giorni fa si è concluso il 42° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, dal titolo “Camminare insieme sulla via degli ultimi”. «E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino» (Mt 10,7). Si è svolto a Rho (MI) presso il Centro Congressi “Stella Polare”, Strada Statale Sempione 28, da lunedì 20 a giovedì 23 giugno 2022. Presenti 539 delegati (direttori, operatori professionali, volontari) provenienti da 161 diocesi di tutta Italia.

Lo scorso anno, in occasione dell’Udienza per il 50° di Caritas Italiana, papa Francesco ci ha consegnato tre vie, tre priorità attorno alle quali rileggere e orientare il nostro agire: la via degli ultimi, del Vangelo e della creatività. È stato poi avviato un percorso di rilettura dell’impegno Caritas per definire insieme gli elementi e gli indicatori che caratterizzano attività, servizi e opere capaci di incarnare le tre vie e condividere esperienze concrete in atto e in potenza. Continua a leggere

LA GUERRA NON E’ MAI ALTROVE

“Testimonianze di guerra ed esperienze di accoglienza – Dai conflitti moderni a percorsi di pace possibili”. Modera Ettore Fusaro (Caritas Italiana)

Un’occasione per riflettere sui numerosi conflitti attivi nel mondo; per ascoltare le voci di chi si è visto portare via la propria quotidianità; per ribadire che l’impegno di tutti è l’unico strumento che abbiamo per costruire vere esperienze di Pace.

Ci accompagneranno con letture e poesie le amiche del gruppo Arci Voce aps.

Teatro IL PICCOLO Jesi Via San Giuseppe 27 – ore 21.00
Vi aspettiamo numerosi!
— INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti —

YANISIA: UN’ALTRA GIOIA PER IL PROGETTO SAFE

La maggior parte delle persone di Jesi conoscono i Spiazzi, ma forse non tutti sanno che da circa un mese a questa parte la storica e rinomata Osteria ha cambiato nome e gestione: due amici, Marco e Matteo, dopo varie esperienze in giro per il mondo, si sono lanciati nell’avventura dell’Osteria Forno Ercole che unisce la cucina tradizionale con sperimentazioni mediterranee. Uno di quei posticini tutti da scoprire e da assaporare. In questi giorni siamo andati a dare un’occhiata, spinti dal fatto che volevamo salutare la nostra amica Yanisia, una solare ragazza cubana che grazie al progetto SAFE è entrata a far parte di questa nuova entusiasmante avventura, dove il fare impresa fa rima con la solidarietà!

Ma andiamo con ordine: può capitare a tutti nella vita di attraversare un momento di smarrimento. Continua a leggere

CONTINUA L’IMPEGNO DI CARITAS SUL FRONTE UCRAINA

“Convertire lo sdegno di oggi nell’impegno di domani” ha detto domenica scorsa all’Angelus papa Francesco esortando a non abituarsi alla guerra e a comprendere che è giunto il momento di abolirla, “di cancellarla dalla storia dell’uomo prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia”. Caritas Italiana continua a sostenere la popolazione ucraina mettendo altri 500mila euro a disposizione di Caritas Ucraina e Caritas Spes. Quest’ultime dall’inizio del conflitto hanno dato aiuto a 360 mila profughi, distribuendo quasi 1.000 tonnellate di generi di prima necessità e offrendo accoglienza, pasti caldi, kit di igiene, ascolto e assistenza psicologica. In costante collegamento con la rete internazionale, Caritas Italiana resta accanto a tutta popolazione coinvolta, sostenendo anche le Caritas dei Paesi confinanti per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra, garantendo le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti e contribuendo all’accoglienza di quanti arrivano in Italia. Ogni giorno lavoriamo per adattare le azioni ai bisogni, con grande flessibilità per rispondere al meglio alle reali esigenze delle persone. Continuando a pregare, ad esprimere vicinanza e solidarietà e a lavorare costantemente per la pace nel quotidiano. Come auspicato anche dai Vescovi italiani, che in occasione dell’ultimo Consiglio Permanente hanno esortato le comunità a vivere in tutte le Diocesi un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme. Intanto le realtà diocesane in Italia si sono mobilitate per l’accoglienza diffusa nelle comunità locali. Sono già 5.500 le persone accolte in 180 Diocesi, di cui oltre 2.500 minori, in sinergia tra le realtà civili ed ecclesiali.

INTERVISTA A GABRIELE

 

Come stai vivendo l’accoglienza dei profughi ucraini?

Sono molto diviso tra emotività e operatività: essere molto operativo mi permette di stare concentrato sul “fare” e di agire in modo efficace, cercando soluzioni ai problemi, accogliendo chi arriva, favorendo una vera presa in carico comunitaria; dall’altra parte sento un forte coinvolgimento, perché siamo tutti coinvolti in questa storia. Mi rendo conto di quanto queste persone stiano soffrendo e mi mette tristezza soprattutto vedere i bambini: infatti le mie attenzioni le rivolgo soprattutto a loro. Però so che non è l’unica guerra al mondo e aiuterei chiunque fosse nella stessa situazione, ucraino, russo o africano.

Cosa traspare dagli occhi di queste persone?

I bambini sono spaesati, ma per fortuna si distraggono facilmente con il gioco. Grazie alle nostre Parrocchie e associazioni sportive so che troveranno un modo per sorridere. Gli adolescenti invece hanno uno sguardo diverso: sono più consapevoli, hanno interrotto la scuola, hanno lasciato il papà. Mi sembra che abbiano la speranza di tornare a casa. Gli adulti invece hanno gli occhi di chi si è arreso all’idea della guerra, inermi. Come sappiamo sono quasi tutte donne, che hanno visto sgretolarsi tutti i loro sogni. Le vedo spaesate: sono qui, ma il loro cuore è al fronte con i loro mariti e i loro padri. E’ difficile capire quello che c’è nei loro occhi, ma sicuramente c’è tanta desolazione. Noi cerchiamo solo di essere delicati, di fare poche domande. Capire senza chiedere. Essere vicini senza invadere. Perché possiamo solo immaginare il dolore che si prova. L’occhio resta fisso nel vuoto, altrove. Aspettano, ma hanno tanta paura.