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…è ugualmente casa

pubblicato su @VocedellaVallesina 

16 ottobre 2025, Techiman, Bono East Region, Ghana. 
Come nello scrivere una lettera d’amore, queste righe che condividiamo con voi lettori, si scrivono da sé, di getto, più con il cuore che con la penna. Per la terza volta in tre anni il progetto Sankofa della Caritas Diocesana di Jesi ritorna in Ghana. Il primo viaggio per riaccompagnare a casa Paul, un nostro fratello senza dimora ghanese; il secondo ed il terzo per inaugurare un totale di quattro pozzi scavati e costruiti con i fondi raccolti dalle nostre comunità parrocchiali. Sankofa, oltre a opere concrete volte a migliorare le condizioni di vita di chi ha veramente poco, praticamente nulla, vuole costruire un ponte stabile, relazionale, di amicizia e fraternità, rispetto e profonda conoscenza reciproca tra la nostra diocesi e quella di Techiman. 

Mentre queste parole si stanno trasformando in frasi, siamo al nostro ultimo giorno di viaggio, nella lunga strada che da Techiman arriva alla capitale, Accra. Il nostro mezzo di trasporto ha però deciso di abbandonarci e tra una risata e un po’ di preoccupazione, ci affidiamo a dei ragazzi meccanici che con poco più di un martello e un cacciavite provano a riparare il semiasse, il braccetto, o chissà cosa della nostra auto. Sappiamo bene che se ritardiamo perdiamo l’aereo; se non si risolve il problema, non abbiamo un’altra opzione per viaggiare. Eppure, anche questa situazione si trasforma in un’occasione; l’unico modo per vedere la luce nei luoghi del mondo dove la vita è più dura, è proprio saper cogliere il bello di ogni situazione, trasformare tutto in un’opportunità di crescita, di conoscenza, di leggerezza. Ed allora ecco che per un gruppo di bambini Matteo si inventa giocoliere e Maria Laura artista con un bastoncino per disegnare sulla sabbia rossa. Nel frattempo, Marco si scopre meccanico e curioso girovaga in sotto un albero, che è in realtà il centro della nostra officina. Come nello scrivere una lettera d’amore, io mi perdo nei ricordi di ciò che abbiamo vissuto e nella sensazione forte che qui, lontani da casa, si è ugualmente a casa. Gli ospedali, le scuole, i pozzi, le parole di Padre George, le mani nodose del capo villaggio, il sapore di altri cibi, l’odore acre dei fuochi ai bordi delle strade e i colori, quanti colori su abiti meravigliosi. Siamo nel mondo, immersi nella sua varietà, persi in un tempo, dove il tempo stesso scorre ad un altro ritmo. Siamo nel mondo e siamo parte di esso. 

Il rumore del motore; l’auto è riparata, non sappiamo come, ma funziona di nuovo! Ripartiamo sapendo che la nostra prossima meta sarà l’aeroporto. Ciò che ci resterà addosso nei prossimi giorni sarà un misto di sorrisi, gratitudine, polvere rossa, sudore e speranza: i sorrisi sui volti di migliaia di bambini che, come un’onda, ci travolgono ogni volta che varchiamo la soglia di una scuola; la gratitudine negli abbracci sinceri di chi potrà beneficiare dei nuovi pozzi costruiti; la polvere rossa che ad ogni soffio di vento ricopre strade, case, auto, capanne, persone ed animali; il sudore di chi sotto il sole non smette il suo lavoro nei campi o di meccanico ai bordi delle strade; la speranza, instancabile sorella di chi ogni giorno lotta per migliorare le condizioni di vita dei propri figli, di chi, nel suo intimo rapporto con Dio, chiede la forza per saper sorridere sempre, malgrado tutto.    

Lele