Un sorso di miglio

Mi guardo intorno, per guardami dentro. Non c’è nulla in queste strade di terra rossa che possa ricordarmi casa; non c’è nulla in questi tetti di lamiera che possa ricordarmi casa; non c’è nulla in questi pozzi aridi che possa ricordarmi casa. Questo posto non è casa mia, difficilmente potrebbe mai esserlo. Eppure, sento che sto tornando a me stesso, ad un me più intimo, più silenzioso, meno artefatto, meno performante; sento di muovermi verso un luogo sicuro, un rifugio, un’isola che solo io conosco e verso la quale posso navigare; sento di essere a casa. In questa casa ho sorelle e fratelli minori che sfiorano la mia barba, che con la punta delle dita ricalcano i miei tatuaggi, che giocano con i miei orecchini. In questa casa ho padri e madri che osservano i miei indumenti, il mio telefono, che fantasticano sul contenuto del mio zaino. In questa casa ho nonne e nonni stanchi nel corpo, ma vigili e forti nello sguardo, che nei miei occhi cercano risposte a domande che non mi porranno mai. Non sono un turista; non si è mai un turista quando ci si sposta in certe zone del mondo. Non sono e non voglio essere neppure l’Occidente che fa, disfa, cambia, risolve, costringe; no, non è questa la missione. Voglio camminare in punta di piedi tra lamiere, mattoni di sabbia, pozzi e alberi di mango, per scoprire una volta ancora che è il mondo la nostra casa, che i confini e le razze, altro non sono che zavorre che abbiamo buttato sugli altri, per rallentarli nella corsa e rincorsa al progresso. I miei familiari di questo pezzo lontano di mondo mi invitano a raggiungere una casa; lì davanti, sotto un grande albero, una donna scaccia delle mosche da una cesta di legno. All’interno, bottiglie e flaconi straboccanti di un liquido marroncino e di una schiuma giallastra. Ne versano un po’ in una mezza noce di cocco; me la offrono. Mentre bevo riesco solo a pensare che mi stanno offrendo tutto ciò che hanno; poco conta se il sapore sia buono o meno; mi offrono loro stessi. Quella bevanda ha per me il sapore della cioccolata calda che mi preparava mia nonna da bambino; casa.








