Passa al contenuto principale

Autore: Gabriele Galdelli

Caritas Jesi aderisce alla Giornata del Farmaco

Dall’8 al 14 di febbraio nelle farmacie convenzionate del territorio sarà possibile aderire alla grande raccolta di farmaci da banco in favore di persone in difficoltà economica. Anche i volontari dell’ambulatorio della Caritas di Jesi saranno presenti nella giornata del 12 febbraio presso due delle farmacie aderenti all’iniziativa: Lucarelli a Moie e Falaschi a Castelbellino. Per capire meglio di cosa si tratta ne abbiamo parlato con Martina Zitti, trentatreenne jesina, di professione farmacista e volontaria Caritas. “Non si tratta di una semplice raccolta – ci ha spiegato Martina con tutto il suo entusiasmo – perché fa parte di un percorso che mira non solo ad ampliare il raggio della solidarietà, ma anche a cambiare la nostra abitudine allo spreco: infatti, donare un farmaco a chi non se lo può permettere è solo la prima azione, ma possiamo fare di più. Non dobbiamo limitarci ad aiutare “solo” chi ci sta vicino, ma anche i poveri del terzo mondo, che non hanno accesso ad alcun tipo di medicinale”. A pensarci bene ci sono migliaia di medicine inutilizzate (e non scadute) di cui non abbiamo bisogno, ma che potrebbero servire a qualcuno. Quindi partecipare a questa gara solidale è facile: nel corso di questa settimana ogni cittadino può recarsi in farmacia, acquistare e donare.

Grazie al progetto SAFE continua la lotta contro la povertà sanitaria

Martina ci ha spiegato inoltre che a novembre 2021 la Fondazione Caritas Jesina ha sottoscritto una convenzione con il Banco Farmaceutico che ha permesso di aderire alla giornata di raccolta e distribuire i farmaci alle persone in stato di bisogno che si rivolgono al Centro di ascolto della Caritas. Ma è solo una delle azioni che lei promuove insieme al dottor Emilio Amadio e i suoi collaboratori volontari dell’Ambulatorio solidale (che svolgono diverse professioni sanitarie). Infatti, nella sede di viale Giovanni XXIII, la Fondazione Caritas si sta attivando per realizzare un vero e proprio armadio farmaceutico. La creazione di questo servizio sarà realizzato nell’ambito del progetto SAFE di cui Banco Farmaceutico è partner e che persegue l’obiettivo di favorire l’inclusione sanitaria oltre che lavorativa delle persone più fragili. Uno degli aspetti innovativi di questo progetto è che si sta realizzando non solo a Jesi, ma in più di altre 20 realtà sparse su tutto il territorio nazionale, dal Trentino Alto-Adige alla Sicilia. Questo consente di sentirsi sempre più uniti e in rete, con il cuore vicino ai poveri della nostra città, ma con lo sguardo aperto alla condivisione di processi sempre più innovativi e inclusivi. (per saperne di più visitate il sito: www.progetto-safe.it)

CARO PAPA FRANCESCO

Don Alberto scrive al Papa sulla vicenda Caterpillar

Caro PAPA FRANCESCO,

sono don Alberto Balducci, parroco di una parrocchia della diocesi di Jesi, provincia di Ancona, regione Marche. Accompagno nell’udienza del 19 gennaio un mio caro confratello nel sacerdoziodon Maurizio Fileni, oltre al nostro Vescovo, mons. Gerardo Rocconi, e prendo così spunto per scrivere su un problema che sta a cuore a tutta la nostra zona e alla nostra gente, traendo ispirazione dal messaggio della scorsa udienza del 12 gennaio, in cui, parlando di San Giuseppe, hai trattato dell’importanza e della dignità del lavoro, come anche del dramma del perderlo e del non poterlo trovare.

 

Sono stati fatti incontri di riflessione in eventi pubblici per portare alla luce la loro rabbia, delusione, paura. Lo stabilimento da chiudere presentava bilanci sempre in attivo, offriva una riconosciuta ottima qualità di prodotto, i suoi operai sono sempre stati lodati per la loro serietà e capacità lavorativa da quella stessa azienda che ora vuole chiudere la fabbrica perché delocalizzare in Messico e in Cina le farebbe risparmiare sulla minore entità di stipendi da sborsare.

Quindi è forte il senso di massima insicurezzanon si può stare tranquilli nemmeno quando l’attività lavorativa sta andando bene sia a livello di produzione che di profitto. E tutto accade senza nessun preavviso. A causa della logica del profitto a senso unico che guida la mentalità delle multinazionali.

Caro Papa Francesco, lo sconcerto e la paura nella nostra zona sono davvero forti. Si sta operando per tenere almeno desta l’attenzione sul problema

Il giorno 21 gennaio una delegazione della fabbrica sarà ricevuta a Roma dal Ministero dello Sviluppo Economico per un tavolo di trattativa.

La sera dello stesso giorno nella Cattedrale di Jesi si farà un incontro di riflessione sull’importanza e la dignità del lavoro in cui prenderanno la parola anche alcuni operai di questa fabbrica. In questa occasione saranno presenti, oltre al nostro Vescovo, anche quello di Senigallia, mons. Franco Manenti, e quello di Ancona, mons. Angelo Spina, perché parte degli operai in questione abitano nelle loro diocesi.

Caro Papa Francesco, ti scrivo per renderti partecipe di questa nostra situazione che sarà ancora più grave se non si riuscirà a sbloccarla entro il 24 febbraio prossimo, data in cui i licenziamenti diventeranno effettivi

Una piccola speranza è suscitata dall’interesse finora mostrato da un imprenditore della Lombardia a rilevare l’intera attività, ma tutt’ora le preoccupazioni e le incognite sono molto più grandi delle nostre speranze. La non soluzione di un problema del genere può infatti avere conseguenze negative inimmaginabili per il lavoro e la stabilità sociale di un’intera vasta comunità già messa a dura prova sia dalla crisi che dalla pandemia

Così ho voluto scrivere a te questa lettera, facendomi portavoce anche di altri confratelli, rivolgendomi al tuo cuore di padre e di pastore, oltre che di amico e di fratello maggiore nella fede, perché tu possa accendere nei nostri cuori una speranza.

Un caro saluto e un forte abbraccio!

Don Alberto Balducci

LA CHIESA VICINA AGLI OPERAI DELLA CATERPILLAR

In cattedrale la riflessione condivisa sulle situazioni a rischio con i vescovi di Jesi, Senigallia, Ancona e le maestranze dell’azienda di via Roncaglia, presente anche il sindaco Massimo Bacci.

JESI, 23 gennaio 2022 – La cattedrale di San Settimio ha ospitato nella serata di ieri la riflessione condivisa sulla vertenza Caterpillar – e le situazioni a rischio del nostro territorio – organizzata dai tre uffici per la Pastorale sociale e del lavoro di JesiSenigallia e Ancona alla presenza dei vescovi Gerardo RocconiFranco Manenti e Angelo Spina.

Continua a leggere

Progetto SAFE

“SOULEYMANE E MARGHERITA: TUTTO COMINCIA CON UN SORRISO “

Grazie al progetto SAFE anche a Jesi è stato possibile aprire uno Sportello che lavora su tre ambiti: lavoro, salute e potenziamento della rete territoriale. Chiunque si rivolge allo sportello ha il piacere di incontrare Margherita, un’operatrice della Fondazione Padre Oscar con il compito di accogliere, ascoltare e orientare. È uno strumento che serve per incontrare davvero l’altro, dedicargli tempo in modo professionale, farlo sentire accolto e valorizzato in base alle proprie attitudini.  Tutto questo è già accaduto a 77 persone da maggio! Tra queste c’è anche Souleymane, un ragazzo nato in Costa d’Avorio che, arrivato in Italia, è stato inserito in un progetto di accoglienza.

Continua a leggere

Essere Caritas con uno sguardo verso l’Europa

Il 15 e il 16 dicembre si è tenuto a Roma l’ultimo incontro annuale della Comunità Professionale Europa. Anche Caritas Jesi era presente insieme alle diocesi marchigiane di Senigallia e Fermo. E’ stata una bella occasione per condividere i percorsi delle varie Caritas alla luce di questi due anni di pandemia, in una prospettiva futura che mira al cambiamento e alla crescita. Nell’occasione è intervenuto anche il nuovo direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, che ha tracciato alcune linee per il domani: “Siamo in una fase di grande complessità – ha detto ai presenti – con sfide che dobbiamo cogliere. Non possiamo nasconderci.

Continua a leggere

ISABEL: è arrivato uno splendido regalo di Natale

Gli amici della Caritas e i lettori più attenti di Voce della Vallesina si ricorderanno di Isabel. Era l’inizio dell’estate e abbiamo lanciato un appello per aiutarla: ha 15 anni, vive in Senegal e da poco le è stata amputata una gamba a causa di una grave malattia. Suo fratello Manè lavora come aiuto cuoco al ristorante Viviziamo di Viale della Vittoria, a Jesi. Grazie a lui, grazie alla chef Giulia titolare del ristorante, il grido di aiuto di Isabel è arrivato fino a noi e molte persone hanno deciso di dare un contributo. In pochissimi giorni sono stati raccolti 2.858 euro da decine di benefattori! Un risultato incredibile: un vero dono della comunità…

Continua a leggere

“Falsi equilibri” – i conflitti dimenticati

Nella Giornata mondiale dei diritti umani, che si celebra ogni anno nel mondo il 10 dicembre, don Renato Sacco (Pax Christi) dialoga con il Vicedirettore di Caritas Italiana, Paolo Beccegato, su “Falsi equilibri”, il VII Rapporto Caritas su diseguaglianze e conflitti dimenticati.

Progetto SAFE

la coesione sociale, la crescita del benessere delle comunità e la lotta alla povertà richiedono, sopratutto nella situazione attuale, la mobilitazione di tutti”.

Caritas Jesi entra nel progetto SAFE – rete per l’inclusione e la salute – che coinvolge 24 partner tra il Trentino e la Sicilia e prevede di attuare strategie e realizzare progetti che sensibilizzino sul tema della povertà sanitaria e dell’inclusione lavorativa.


Sono più di 2 milioni in Italia le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, il 7,7% del totale. Non ci si può aspettare che gli enti caritatevoli da soli risolvano problemi di questa portata. Serve un intervento culturale, ed è quello che il progetto SAFE si propone. Non solo rispondere a un problema, ma sostenere progetti di reinserimento lavorativo e la sensibilizzazione sul tema della povertà sanitaria. Caritas Jesi si impegna da sempre su questi fronti ma ora potrà valorizzare e incrementare il proprio impatto sul disagio sociale ela vulnerabilità economica. “Safe” è un termine inglese che significa sicuro, protetto, affidabile, descrive uno “stare bene” in relazione con gli altri, non da solo. Tutte le persone e gli enti partner del progetto si impegnano a testimoniare un’appartenenza reciproca, offrendo spazi accoglienti, cure, beni necessari ma anche e soprattutto tempo, ascolto, sorrisi e risposte ai problemi. Così SAFE diventa una rete, spazio di confronto e di incontro dove ognuno ha qualcosa da dire, una storia da raccontare, un aiuto da donare: l’operatore come il volontario, l’ospite come il cuoco, il direttore come il senzatetto. Un gioco delle parti, in cui non esiste chi salva e chi è salvato: siamo tutti sulla stessa barca.

“È un grande onore, ma anche una grande responsabilità per noi essere capofila del progetto SAFE” racconta Mario Galasso, direttore della Caritas di Rimini. “Abbiamo una grandissima opportunità: ampliare le nostre competenze per servire al meglio le persone che si rivolgono a noi”. Il progetto nasce grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro, che ha il compito di coordinare l’attività di realtà presenti in modo capillare su tutto il territorio italiano. Realtà esperte, competenti, attive da anni per rispondere in maniera puntuale ai bisogni crescenti dei poveri sul nostro territorio. L’appello però è rivolto a tutti, dice Marco Pagniello, responsabile ufficio politiche sociali e promozione umana di Caritas Italiana: “La coesione sociale, la crescita del benessere delle comunità e la lotta alla povertà richiedono, soprattutto nella situazione attuale, la mobilitazione di tutti”.

Hanno aderito al progetto enti nazionali e locali, in un’ottica di sussidiarietà circolare, tra i quali il Banco Farmaceutico, ACLI – CTA, Caritas italiana e numerosi partner come Caritas Senigallia, che attraverso le loro attività e disponibilità al lavoro di squadra si fanno portavoce del progetto per rafforzare la potenza del messaggio innovativo di SAFE, che descriverà anche storie vere di lavoratori, ospiti, volontari dei progetti in giro per l’Italia attraverso il sito internet www.progetto-safe.it e la pagina Facebook SAFE – rete per l’inclusione e la salute.